Molti non ne sono consapevoli, ma la scelta del partner coinvolge solo apparentemente due persone! Quali sono fattori che ci spingono a scegliere una persona piuttosto che un’altra e -soprattutto- siamo veramente liberi in questa scelta?
Perché siamo spinti a cercare UN partner?
Alla domanda “perché scegliamo un partner” le risposte potrebbero essere infinite. C’è però qualcosa che ci accomuna tutti, perché indipendentemente dalla tipologia del legame e dalla sua durata, la scelta viene effettuata in base a una serie di “spinte” che in qualche misura la condizionano. Infatti, a prescindere dalla specificità di ogni situazione di vita, la letteratura scientifica afferma che scegliamo un partner per alcuni motivi, che risultano fondamentali per il mantenimento e lo sviluppo della nostra specie.
Un primo driver che ci spinge a cercare un partner è il “bisogno di attaccamento e di accudimento”, cioè quella necessità secondo la quale abbiamo bisogno da un lato di ricevere sicurezza e dall’altro di accudire altre persone. Tale bisogno è assolutamente fisiologico nella natura umana, ma può generare delle difficoltà se prende il sopravvento all’interno della relazione di coppia: a volte succede infatti che il “collante principale” nel rapporto a due sia costituito dalla “paura della solitudine o dall’angoscia di trovarsi improvvisamente senza figure di riferimento”, alle quali potersi appoggiare in caso di necessità.
Un secondo elemento che ci attiva nella scelta di un partner è la “spinta sessuale e riproduttiva”, che, come abbiamo detto, permette il mantenimento della specie.
Come per il bisogno precedente però, un’estremizzazione della normale necessità di procreare rischia di creare dei disagi all’interno della coppia: se avere dei figli diventa l’unico motivo per cui “stare insieme”, possono infatti generarsi delle alterazioni dell’equilibrio nella relazione a due.
Perché proprio lui o lei?
Ora andiamo più nello specifico, ovvero “perché scegliamo proprio lui/lei”?.
Sempre secondo la letteratura scientifica, è importante sapere che esistono alcuni fattori che influenzano la scelta di un partner rispetto ad un altro. Un primo fattore, che entra in gioco quando operiamo la scelta, si chiama in gergo per gli addetti ai lavori “mandato familiare”, andiamo a vedere che cos’è.
Il mandato familiare è il compito più o meno esplicito che ogni famiglia assegna a ciascun membro. Esso comprende i ruoli che ogni membro sarà chiamato a ricoprire e le aspettative che egli sarà chiamato a soddisfare, dunque, tra queste troviamo anche le indicazioni sulle scelte che è opportuno che lui faccia, per essere in linea con la “filosofia familiare” (e spesso ci sono anche le indicazioni relative a quale partner sarebbe più opportuno scegliere).
Molte persone non ne sono consapevoli, ma appare ormai appurato come la scelta di un partner piuttosto che di un altro sia, dunque, il risultato dell’incontro tra i bisogni individuali ed il mandato familiare.
Ciò che cambia nelle diverse situazioni è il prevalere dell’uno o dell’altro, che dipende dal livello di maturità della relazione, che l’individuo adulto ha con la sua famiglia di origine. Se prevale il mandato familiare, l’individuo riterrà che le indicazioni della sua famiglia descrivano effettivamente il tipo di legame più idoneo al soddisfacimento dei suoi bisogni personali. Egli presterà dunque molta attenzione alle caratteristiche esteriori (ruolo, posizione sociale, comportamenti osservabili) dei potenziali partner che incontrerà, per testare se corrispondano o no alle aspettative del mandato familiare.
Le qualità affettive non saranno in questo caso le prime a cui si presterà attenzione, poiché verranno ritenute conseguenti alle caratteristiche esteriori. All’estremo opposto, se prevale la ribellione al mandato familiare, la scelta del partner avverrà cercando solo le caratteristiche diametralmente opposte a quelle previste dalle aspettative familiari. In questo caso, la scelta di qualcuno che “non c’entra niente” avrà infatti una funzione liberatoria, rispetto a tutti quei vincoli affettivi e relazionali vissuti come limitanti.
In genere, col passare del tempo e con l’aumento della maturità individuale, la scelta del partner diventa sempre più complessa e soggetta ad un maggior numero di esigenze personali, questo perché le aspettative e le caratteristiche scelte si evolvono insieme al progredire dell’età e delle esperienze vissute. Inutile dire che quanto più le relazioni con la famiglia di origine saranno prive di elementi conflittuali irrisolti e quanto più le aspettative familiari saranno “non tassativamente imperative”, tanto più la scelta del partner sarà libera e consapevole.
Un secondo fattore importante nella scelta di un partner rispetto ad un altro riguarda le “esperienze precedenti”. All’interno della relazione di coppia, un requisito indispensabile è la fiducia nei confronti della persona con la quale viene stabilito il rapporto affettivo. Determinante, dunque, nella possibilità di creare un legame di fiducia con il partner è la qualità del legame con chi originariamente si è preso cura di noi. Questo significa che quanto più il legame con i propri genitori è stato soddisfacente in passato, tanto maggiore sarà la fiducia che noi saremo in grado di mettere nella relazione con il nostro partner.
Tutto questo, in estremissima sintesi, per dimostrarvi brevemente come la scelta del partner coinvolga solo apparentemente due persone: risulta infatti evidente come il nuovo rapporto si vada ad inserire in una “trama” di altri rapporti precedenti. Le relazioni precedenti influenzano dunque le relazioni attuali ed è proprio per questo che spesso le persone si trovano ad affrontare situazioni simili in relazioni diverse.
Vi è mai capitato di pensare “perché mi ritrovo a combattere sempre le stesse battaglie con persone diverse?
Ebbene ciò avviene perché inconsapevolmente ricerchiamo persone che ci consentono di mettere in atto sempre lo stesso tentativo (il più delle volte inefficiente) di trovare una via di uscita alle difficoltà relazionali già incontrate e mai risolte nel nostro passato!
A questo proposito, è utile sapere per esempio, che le espressioni mimiche che più ci colpiscono negli altri e che stimolano (consapevolmente o inconsapevolmente) la nostra curiosità sono quelle più cariche emotivamente di ricordi.
Questo significa che “accende la miccia” tutto ciò che in qualche modo si collega a relazioni affettive passate, sia che si tratti di persone alle quali ci univa un rapporto di sicurezza, ma anche di persone con cui avevamo un rapporto conflittuale oppure dalle quali ci siamo separati.
La scelta del partner viene infatti effettuata con grande rapidità, sulla base di impressioni legate a messaggi verbali e non verbali, che vengono immediatamente riconosciuti, questo perché essi si inseriscono in un contesto altamente emotivo, provocando l’accensione dell’interesse per “l’altro”.
Ecco allora che, per tutti i motivi fin qui elencati, diventa più chiaro come spesso scegliamo inconsapevolmente una persona perché in lei riconosciamo che ha in comune con noi esperienze positive o negative e veniamo mossi dalla segreta speranza che essa possa attutire i nostri disagi e le nostre mancanze. Tutto questo per evidenziare il rischio maggiore nella scelta del partner: quello di venire mossi dal desiderio di trovare nell’altro il pezzo mancante del nostro puzzle esistenziale, qualcuno insomma che vada a compensare i bisogni insoddisfatti e le passate relazioni problematiche.
Ecco perché diventa importante conoscersi e conoscere la propria storia familiare molto bene, questo consente di individuare tutti quegli eventuali automatismi che entrano in funzione quando si sceglie un partner. Non a caso si dice che “sapere è potere”. Voglio dire che conoscersi permette di monitorare situazioni nelle quali si sceglie un partner attribuendogli aspettative surreali, che rischieranno, poi, di non venire soddisfatte nella realtà quotidiana.
Ma approfondiremo meglio questo tema nei prossimi articoli, a presto!
Irene Villa-Santa – Psicologa, Psicoterapeuta e Life Coach

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